“Poi la baciò. Sotto il tocco delle sue labbra Daisy sbocciò per lui come un fiore, e l’incarnazione fu completa. In tutto quello che mi disse, perfino nel suo sentimentalismo impressionante, ritrovai qualcosa: un ritmo sfuggente, un frammento di parole perdute, che avevo udito da qualche parte molto tempo prima. Per un momento una frase cercò di prendere forma nella mia bocca, e le labbra si schiusero come quelle di un muto, come se non fossero trattenute solo da un filo d’aria stupita. Ma non diedero suono, e ciò che avevo quasi ritrovato divenne inesprimibile per sempre.”
(Virginia; 19; Roma)

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123 note - 4 Aprile, 2013

Taggato: notte dormire pensieri cervello

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